Vino: Non Devi Indovinarlo, Devi Sentirlo

Il primo sorso è come il primo passo in un ballo improvvisato: il vino sfiora il palato e, in quel breve istante, inizia la scoperta di come degustare un vino. Non basta versarlo in un bicchiere; occorre lasciarsi sorprendere dall’incontro autentico tra lui e i nostri sensi mentre si cerca di degustare un vino con attenzione.
La Guida nell’Assaggio
Nei primi assaggi l’inesperto si sente come un turista smarrito in una città sconosciuta. Chi sa orientarsi nel caos sensoriale trasforma l’esperienza in un racconto denso di significati. Non si tratta di elencare “sentori di frutta matura” o “profumi di tostatura”, ma di assemblare un percorso che rende ogni bevuta un’occasione di illuminazione (o di puro divertimento).
Chi sa orientarsi non si preoccupa di indovinare l’etichetta del vino servito a bottiglie coperte (questa è roba per i giornalisti con la cravatta troppo stretta). La missione consiste nel contenere le interpretazioni premature e i commenti sgangherati, facendo in modo che ogni sensazione – per quanto sgradevole o sublime – trovi il suo giusto posto in un racconto che non tradisca la genuinità del momento, come quando si cerca di degustare un vino con attenzione.
Degustare un vino richiede pazienza e sensibilità; è un viaggio che va vissuto con intimismo e curiosità.
Ricordati che ogni vino ha una storia da raccontare, e sapere come degustare un vino è fondamentale per apprezzarla appieno.
La Memoria Sensoriale
Costruire una memoria sensoriale decente non è un esercizio mnemonico, bensì un’attività di educazione emotiva. Occorre imparare a guardare, annusare e assaggiare senza disperatamente cercare un significato nascosto in ogni goccia. Il vino, quel burlone, si diverte a sfuggire a ogni definizione e, se lasciato libero, regala intuizioni fugaci ma sincere. Forzare l’impronta di ogni aroma equivale a litigare con l’ovvio: l’evidenza arriverà da sé, magari mentre ammiri il tuo stesso sguardo di chi ha capito troppo poco.
Quando si parla di degustare un vino, l’ordine non è solo una questione di galateo ma di esperienza sensoriale.
Degustare Prima i Vini Vecchi e Poi i Giovani
Degustare un vino è anche un’opportunità per cogliere le sfumature che raccontano l’origine e la lavorazione del vino.
Ogni volta che si degusta un vino, si ha la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo e sorprendente.
La dimensione del tempo gioca un ruolo fondamentale nel rituale della degustazione. In una sessione verticale, l’approccio tradizionale vedeva partire dai vini giovani per giungere a quelli maturi, come se la maturità rappresentasse il culmine della saggezza gustativa. In realtà, la fragilità di un vino invecchiato, con la sua complessità fatta di bisbigli più che di fremiti, va assaporata per prima, quando il palato è ancora fresco e non saturo di energie giovanili invadenti. I vini giovani tendono a intorpidire le percezioni delicate dei rossi stagionati. Per evitare di confondere una sinfonia sottile con un urlo confuso, l’ordine ideale è degustare prima i vini più vecchi e poi quelli più giovani, garantendo così un passaggio fluido e lucido tra le varie esperienze.
Imparare a degustare un vino con consapevolezza è essenziale per apprezzare appieno ogni calice.
Raccontare l’Esperienza
Non dimenticare che l’arte di degustare un vino si basa sulla convivialità e sulla condivisione di esperienze.
Ogni assaggio di vino deve essere un momento di riflessione, un’opportunità per degustare un vino con attenzione al presente.
Esprimere, verbalmente o per iscritto, ciò che si è provato non significa soltanto elencare sensazioni, ma onorare quell’equilibrio instabile tra emozione e giudizio. La narrazione diventa un atto educativo, un mezzo per fissare nella memoria ogni sfumatura, anche quando il racconto sembra la sceneggiatura di un film d’essai. Ogni parola, detta o scritta, è un tassello di un puzzle imperfetto, il cui scopo è restituire la complessità del vino.
Ogni volta che si degusta un vino, si entra in contatto con il territorio e la passione di chi lo ha creato.
Degustare un vino è anche un atto di rispetto verso la tradizione e la cultura vitivinicola.
Ogni calice di vino che si degusta racconta una storia, e il tuo compito è ascoltarla con attenzione.
Degustare un vino richiede tempo e dedizione, proprio come ogni grande arte.
La Pausa Necessaria
In ogni evento di degustazione, l’obiettivo è sempre lo stesso: imparare a degustare un vino con passione.
Ogni vino ha il suo modo di essere degustato, ed è compito nostro scoprirlo.
Per sopravvivere a una lunga sessione di assaggi, c’è un segreto poco romantico: impara a sputare. Non perché il vino non meriti di essere inghiottito, ma perché, dopo il decimo o dodicesimo sorso, il palato si intorpidisce e le sensazioni si confondono in un groviglio indigesto. Come direbbe un esperto cinico, “Spit it out” per mantenere la lucidità ed evitare quella triste “sbornia intellettuale” che lascia più domande che risposte.
Il ritmo è fondamentale: una sessione seria non dovrebbe mai superare i trentacinque campioni – o meglio, venticinque se si tratta di rossi troppo tannici. Un eccesso di assaggi trasforma la degustazione in una maratona infernale, dove la memoria sensoriale diventa un relitto abbandonato al caso. Concediti pause, rifletti e, soprattutto, non fare il fesso cercando di collezionare bottiglie come fossero medaglie d’oro.
Il Valore Autentico
Le degustazioni pubbliche, con la loro atmosfera da circo in cui si tenta di assaggiare il mondo in una sola seduta, rivelano la loro vera natura: un miscuglio di titubanze e slogan vuoti, dove il vino diventa mero oggetto di vanità, anziché un’esperienza autentica. Se vuoi veramente comprendere il linguaggio del vino, devi isolarti dal frastuono, goderti il silenzio e ammettere, con un sorriso beffardo, che non sei lì per competere, ma per ascoltare il messaggio che il vino, con la sua intrinseca ironia, ha da raccontare.
Infine, non farti ingannare dal prezzo di una bottiglia. Un vino da 500 euro può regalarti un’emozione unica, ma non trasforma automaticamente il bevitore in un intenditore. Il vero segreto è la pratica costante, l’ascolto attento e la capacità di apprezzare ogni sorso per quello che è, senza lasciarsi abbindolare dalle mode o dal mercato. Bevilo con rispetto, pazienza e, soprattutto, con un pizzico di sano sarcasmo.
E per chiosare…
Questo percorso, che mescola autoironia e critica, offre una visione disincantata e provocatoria del mondo della degustazione. Non si tratta di diventare intoccabili esperti, ma di imparare a godere e comprendere il vino con lucidità, senza lasciarsi travolgere dalle mode o dalla fretta del momento. Un approccio che, con un sorriso ironico, trasforma ogni sorso in un’opportunità per scoprire una nuova sfumatura, un nuovo segreto, o semplicemente per divertirsi un po’.
🍾Il mio Vino Sospeso
A te che sei arrivato fin qui, lascio un Vino Sospeso come gesto, come pensiero.
Non è un consiglio, non è una lezione. È un dono. Un filo che ci tiene legati, anche a distanza. Lo scelgo in silenzio, dopo aver scritto.
Grazie per il tempo che mi hai dato. Se berrai questo vino, o lo hai fatto già, fammi sapere. Sarà come ritrovarci.
👉Cantina: L’Archetipo
Vino: Susumante 2023. Lascio questo Vino Sospeso perché incarna l’essenza dell’autenticità che cerco di trasmettere. È un vino che, con la sua freschezza e la finezza delle bollicine, invita a vivere l’esperienza del vino senza forzature, senza preconcetti. Come un incontro autentico, non cerca di stupire, ma di accompagnare con discrezione e verità. È il perfetto compagno per chi desidera gustare un momento vero, senza l’inganno della superficialità. Scoprilo su Rolling Wine.
👉Approfondimenti
🖋 Il mio percorso umano e professionale è stato profondamente influenzato da Sandro Sangiorgi e dall’associazione Porthos, dove ho avuto l’opportunità di scoprire il mondo del vino naturale. I suoi libri e la sua visione sono stati per me insegnamenti fondamentali. Se desideri approfondire, trovi i link qui sotto.
Primo incontro col vino buono e naturale – Porthos
Corsi ed eventi Didattica – Porthos
Editoria – Porthos Editore – Porthos
Da non perdere il libro L’invenzione della Gioia
